
Sculture del Louvre: le più famose e dove vederle
Aggiornato il 28 ottobre 2026
Le sculture più famose del Louvre sono due opere greche: la Venere di Milo, nella sala 345 dell'ala Sully, e la Nike di Samotracia, in cima allo scalone Daru. Seguono gli Schiavi di Michelangelo e la Psiche di Canova, insieme nella galleria Michelangelo (sala 403, ala Denon, piano terra), e i tori alati assiri della corte Khorsabad, nell'ala Richelieu. La lista va dall'Antichità al Settecento, con data, materiale, dimensioni e sala secondo il museo e Wikipedia.
- #1
Nike di Samotracia
Antichità greca. Scalone Daru (sala 703), ala Denon, primo piano.
Marmo di Paro, 2,75 m, II secolo a.C. Rappresenta Nike, la dea che annuncia la vittoria, sulla prua di una nave da guerra. La scoprì nel 1863 il console francese Charles Champoiseau in un santuario di Samotracia. Il museo racconta che all'inizio fu esposta senza ali e suscitò poco interesse; solo quando si capì che i blocchi di marmo grigio erano una nave fu ricostruita con la base e le ali, e cominciò la sua fama. È stata restaurata di nuovo nel 2014.
- #2
Venere di Milo
Antichità greca. Sala 346, ala Sully, piano terra.
Marmo bianco, 2,11 m, tra il 130 e il 100 a.C., tardo periodo ellenistico; l'autore è sconosciuto. Un contadino la trovò nel 1820 sull'isola di Milo; fu un dono a Luigi XVIII e arrivò al Louvre nel 1821. Non si sa cosa facessero le braccia: il museo ipotizza che potesse reggere una mela o uno scudo in cui Afrodite contemplava il proprio riflesso.
- #3
Schiavo morente e Schiavo ribelle, Michelangelo
Rinascimento italiano. Sala 403 (galleria Michelangelo), ala Denon, piano terra.
Lo Schiavo morente è in marmo bianco, misura 2,29 m e fu scolpito intorno al 1513 per la tomba di papa Giulio II, mai completata. Michelangelo regalò le due figure a Roberto Strozzi nel 1546; arrivarono in Francia nel 1550, passarono per il castello di Écouen e per il cardinale Richelieu, e lo Stato le confiscò nel 1793. Il museo segnala un dettaglio che di fronte sfugge: una scimmia scolpita dietro le gambe del morente.
- #4
Amore e Psiche, Antonio Canova
Neoclassicismo. Nella stessa sala 403, a pochi passi dagli Schiavi.
Marmo alto 1,55 m e largo 1,68 m. Lo commissionò nel 1787 il colonnello inglese John Campbell e Canova lo terminò nel 1793; in seguito lo acquistò Gioacchino Murat. Canova scelse l'istante in cui Psiche torna alla vita tra le braccia di Cupido. Il Louvre-Lens, nel nord della Francia, espone un'altra versione con i due amanti in piedi.
- #5
Ermafrodito dormiente
Copia romana con materasso del Bernini. Sala 348 (Cariatidi), ala Sully, piano terra.
Copia romana in marmo di un originale ellenistico datato intorno al 155 a.C. Fu dissotterrata a Roma nel 1608, vicino alle terme di Diocleziano; il cardinale Borghese commissionò a Gian Lorenzo Bernini il materasso in marmo di Carrara su cui riposa, intorno al 1619–1620. Napoleone I la acquistò nel 1807. Il museo invita a girarle intorno per scoprirne tutte le particolarità.
- #6
Le Cariatidi, Jean Goujon
Rinascimento francese. Sala 348, ala Sully, piano terra: la prima tappa del percorso ufficiale.
Quattro statue-colonna di ispirazione romana che sorreggono la tribuna dei musici della sala da ballo che Pierre Lescot costruì per Enrico II. In questa sala si sposarono nel 1572 Margherita di Valois ed Enrico di Navarra, pochi giorni prima della strage di San Bartolomeo. Dal 1692 la sala espone scultura antica delle collezioni reali, come la Diana cacciatrice.
- #7
Tori alati di Khorsabad
Vicino Oriente. Corte Khorsabad (sala 229), ala Richelieu, piano terra.
Tori androcefali alati (lamassu) che custodivano le porte del palazzo di Sargon II a Dur Sharrukin, l'attuale Khorsabad, tra il 713 e il 706 a.C. Furono scavati nel 1843 e nel 1844. La scheda del museo sottolinea un dettaglio: hanno cinque zampe. Secondo il museo erano geni protettori che garantivano la stabilità del palazzo e dell'impero.
- #8
Scriba seduto
Antico Egitto. Dipartimento delle Antichità egizie, ala Sully.
Calcare policromo di 53,7 cm, dell'Antico Regno (tra il 2480 e il 2350 a.C.), ritrovato nel 1850 nella necropoli di Saqqara, di fronte all'antica Menfi. Colpiscono gli occhi, fatti di quarzo bianco, ebano e cristallo di rocca, più di 4.000 anni dopo la scultura.
- #9
Cavalli di Marly, Guillaume Coustou
Settecento francese. Gli originali che si trovavano in place de la Concorde.
Marmo di Carrara, scolpiti tra il 1743 e il 1745 per l'ingresso del parco del castello di Marly. Nel 1794 furono trasferiti in place de la Concorde; nel 1984 furono sostituiti da copie, perché la parata del 14 luglio li stava danneggiando, e da allora gli originali sono conservati al Louvre.
Domande frequenti
Quali sono le sculture più famose del Louvre?
La Nike di Samotracia (scalone Daru) e la Venere di Milo (sala 345), seguite dagli Schiavi di Michelangelo e dalla Psiche di Canova (sala 403), dalle Cariatidi di Jean Goujon e dall'Ermafrodito dormiente (sala 348), dai tori alati di Khorsabad (sala 229) e dallo Scriba seduto.
Cosa rappresenta lo Schiavo morente?
Un prigioniero legato con corde sottili che sembra addormentato, forse per sempre, di fronte allo Schiavo ribelle, che cerca di liberarsi. Michelangelo li scolpì per la tomba di Giulio II e li lasciò incompiuti. Il museo propone due letture: uomini incapaci di elevarsi al mondo delle idee, oppure le Arti afflitte dalla morte del papa; a seconda di quale scegli, la scimmia scolpita dietro simboleggia la vita materiale o la Pittura.
Cos'è un toro alato assiro?
Un lamassu: un genio protettore con corpo di toro, ali e testa umana che fiancheggiava le porte dei palazzi assiri. Quelli del Louvre vengono dal palazzo di Sargon II a Khorsabad (713–706 a.C.) e si trovano nella corte Khorsabad, sala 229 dell'ala Richelieu.
Dove si trovano la Venere di Milo e la Nike di Samotracia?
La Venere di Milo nella sala 345 dell'ala Sully, piano terra. La Nike di Samotracia in cima allo scalone Daru (sala 703), ala Denon, primo piano. Il percorso ufficiale del museo le collega in pochi minuti: dalla Venere torni verso la sala di Diana, sali lo scalone e la Nike compare in alto.
Cos'è l'Ermafrodito dormiente?
Una copia romana in marmo di un originale greco del 155 a.C. circa, che Napoleone I acquistò nel 1807. Il materasso su cui dorme lo scolpì il Bernini a Roma intorno al 1619–1620. Si trova nella sala delle Cariatidi (348), dove il museo invita a girarle intorno per vederla per intero.
Fonti